ARCHEOLOGIAVIVA (Link)

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N. 160-2013, mese: Luglio-Agosto (2013).                           

ENCAUSTO RITROVATO ?      di Michele  Paternuosto, in:

  www.archeologiaviva.it

Egiziani Greci e Romani raggiunsero straordinari livelli nell’arte della pittura a fuoco lasciando tuttavia un vuoto di memoria nelle procedure che ora si  è forse giunti a colmare.

FNon sappiamo chi abbia ideato l’encausto enkaustos in greco, encaustus in latino), ovvero il dipingere a cera passandovi sopra il calore con apposti arnesi metallici detti cauterii. Taluni la credono una invenzione di Aristeides poi perfezionata da Prassitele. Oppure di Pamphilos, maestro di Apelle, ricordato per aver dipinto encausti, ma anche per averne insegnato la tecnica. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia ricorda l’uso che ne fecero altri grandi artisti greci del IV sec. a.C., quali Apelle, Pausias, Polignoto di Taso, Kydias, ma non menziona l’origine o la provenienza della tecnica; da  quasi per scontato che essa sia d’origine greca e sembra ignorare che, molto prima, era stata praticata in Egitto, vedi i colori a cera del sarcofago in legno di Tutankhamon. Se pensiamo alla civiltà  faraonica e alla facile reperibilità  degli elementi naturali necessari per l’encausto che si trovano in Egitto, proprio qui si può  ipotizzare la nascita di questa tecnica pittorica. Dalla valle del Nilo l’ encausto si diffuse in Grecia e quindi a Roma, dove fu molto apprezzato. Augusto fece murare due dipinti a encausto sulle pareti della Curia. Il successore l’Imperatore Tiberio, per un dipinto su tavola del pittore greco Parrhasios avrebbe pagato  la cifra spropositata di sei milioni di Sesterzi, mentre l’ Oratore Quinto Ortensio Ortalo (114-50 a.C) comprò per 144 mila Sesterzi “Gli Argonauti”, quadro a Encausto del greco Kydias.Tutta via, dopo la caduta dell’Impero, l’ Encausto non viene più praticato se non, forse, in qualche monastero…………………

ENCAUSTO….ritrovato?

Da allora, quest’ affascinante tecnica pittorica ha coinvolto pittori e ricercatori, compreso il Grande LEONARDO da VINCI, che hanno tentato di recuperarnele reali procedure. Sono state  di aiuto le notizie riportate nella Naturalis Historia di Plinio e nel De Architectura diVitruvio, e senz’altro  la stessa  parola Encaustus, che in latino significa “bruciato” , “fissato a fuoco”.Oggi la ricerca sembra arrivata a buon punto anche grazie ai suoi risultati ottenuti da chi scrive,che sembrano corrispondere  alle caratteristiche dei reperti antichi. I componenti degli Encausti sperimentati dallo scrivente sono principalmente: cere speciali, colori in polvere e fuoco.I colori vengono mesticati con la cera poi per essere fissati con il calore( la liquefazione della cera  fa sì che  il colore si fissi definitivamente al supporto). Il processo col  fuoco è realizzato tramite stilrtti metallici  i Cauterii di varie misure e dotati di manici  di legno proprio si vede  in un vaso Apulo del IV sec. a.C.  al Metropolitan Museum, in cui si scorge, accanto al Maestro che dipinge la statua di marmo di Eracle,un suo allievo che scalda i Cauterii sul braciere.  I supporti sono di tanti tipi: intonaco fresco  e secco, legno. Marmo, tela, cotto e carta. L’Encausto viene poi realizzato con colori in polvere, come in antico, compresi i colori “difficili “: nelle antiche case romane troviamo usati, come campitura, sia il nero di avorio (Elephantinum) sia il rosso Cimabro (Minium) che, appunto ,sono pigmenti problematici da usare sull’intonaco con la tecnica dell’affresco, dove il nero rende difficile la stesura e la lucidatura. mentre il cinabro, una volta disteso sull’intonaco fresco, viene attaccato dalla causticità della calce e sbiadisce.

 Abbiamo ritrovato l’antica tecnica ?         

 QUALCHE SEGRETO D’ARTISTA, colori l’encausto, supporti……    

CERA PUNICA ED  ENCAUSTO, ecco come si realizzava

la cera “Punica” …………

Michele Paternuosto 

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