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2016 ZDF II° TV TEDESCA .  8/01/ 2016                             2014     TELEMOLISE    Molisani a Roma Puntata 33              
    2015  TELEMOLISE    18/10/ 2015                                             2014   RAI TG3- ROMA                                                                     

2015 ARCHEO  OTTOBRE 2015                                                 2013 ARCHEOLOGIAVIVA N. 160-2013, Luglio-Agosto      

2015 CORRIERE DELLA SERA SETTEMBRE 2015       2013 Roma, Archeologia e Beni Culturali           

2015  MUSEO DELLA CITTA DI AQUINO          2012 Museum Gallery QuirinusInspiration of Classic  

                                                                                                                                                                            Torggatan  11  Koping. SveziaPast exhibition

 

 

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Articolo su M. Paternuosto, Corriere della Sera (9.11.17)

 

Premio internazionale Amedeo Maiuri  ( PositanoNews )

 

MICHELE PATERNUOSTO sul Quotidiano del Molise 18/08/16

Encausto Giornale Molise

 


MICHELE PATERNUOSTO su TLT NEWS 20/08/16


MICHELE PATERNUOSTO su TLT NEWS 19/08/16


       

MICHELE PATERNUOSTO su TELEMOLISE 18/08/16


MICHELE PATERNUOSTO sul Quatidiano del Molise

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L’ENCAUSTO

NEL MONDO COLORISTICO  ROMANO

Per parlare del mondo coloristico romano e l’arte dei suoi colori, bisogna parlare anche di quella che è la più famosa tecnica pittorica dell’antichità: l’Encausto. Con tutta probabilità, questo spiccato gusto del colore si è sviluppato proprio grazie alla padronanza di questa tecnica. Per decorare le Domus, i Romani padroneggiavano, oltre alla tecnica dell’affresco e della tempera, anche con la famosa pittura a Encausto che contiene nel suo elemento principale la cera d’api, detta anche cera Punica. Plinio nella Naturalis Historia, Lib. XXI così la descrive[Cera] punica fit hoc modo: ventilatur sub diu saepius cera fulva, dein fervet in aqua marina ex alto petita…”  La cera punica è fatta in questomodo: si prende della cera d’api gialla, grezza, poi si fa bollire in acqua di alto mare…

 

CERA, SUPPORTI E COLORI.

Siprepara la cera e si colora secondo l’esigenza, si applica ai supporti tramite pennelli o Cauteri, arnesi metallici di svariate misure con manici di legno. L’Encausto come dicevo, l’elemento principale è la cera, che ha il vantaggio di non ingiallire, non causa screpolature e di non creare molti problemi con i supporti, compreso l’intonaco fresco composto di grassello di calce, sabbia e polvere di marmo ancora bagnato e molle. Si applica volendo sul marmo, l’intonaco secco, gesso, legno, tela, cotto e altro. Accetta quasi tutti i colori, anche quelli che con altre tecniche pittoriche sono difficilissimi da dominare, quali il cinabro, il nero avorio o fumo, il minio, l’alizarina e altri.

. sono invece resi con particolare evidenza dall’encausto , ed è adottando questa tecnica che i romani decorarono le proprie Domus con spiccata maestria, realizzando spettacolari pareti lucide decorate con un bel rosso cinabro o nero avorio, non altrimenti ottenibili ( ne sono valida testimonianza le case di Pompei, Ercolano, Oplontis ecc.)  Questa impareggiabile pittura parietale si presenta di solito, brillante, speculare e lucida, mentre da cavalletto su legno, cotto, tela o altrove, si presenta non speculare e semi lucida, causa: supporto grezzo o troppo assorbente, poco o troppo calore dato alla cera tramite i Cauterii, oppure alla non buona preparazione o qualità della cera.

 

ENCAUSTO, GIOIELLO DI TECNICA

I romani amavano il colore al punto da decorare all’esterno: palazzi e domus, abbellivano Fori, dipingevano statue di marmo e colonne, a detta di Plinio, trasformavano anche il naturale colore del marmo. Amavano circondarsi oltre alle fantasmagoriche pareti decorate e lucide anche di opere da cavalletto dipinte su marmo esempio: Le giocatrici di astragali, Il Centauro ecc.  Capolavori dipinti su legno come i famosi Ritratti del Fayyum. È rimasto famoso l’acquisto dell’imperatore Tiberio che pagò per un dipinto di Parrasio, Ritratto di giovane Archigallo, sei milioni di Sesterzi.   L’Encausto, fu molto apprezzato da Imperatori e ricca borghesia romana. Rimane ancora oggi la tecnica pittorica che l’uomo abbia praticato, la più completa e mai superata.  È tuttora studiata da: ricercatori, studiosi d’arte, artisti e pittori. In passato ha impegnato geni assoluti del calibro di, Leonardo da Vinci, Mantegna e tanti altri .

Roma, A.D. MMXV                                      Michele Paternuosto

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Molisani a Roma Telemolise Puntata 33

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INTERVISTA RAI TG3 ROMA

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Giovedi 15 giugno 2006

aFREGENE, L’ARTE PRENDE CASA IN RIVA AL MARE di Costanzo   Costantini

Estate d’arte, con una serie di mostre di artisti romani, alla Conchiglia. uno dei più antichi alberghi di Fregene, nel quale soleva desinare Federico Fellini e del quale sono stati ospiti nel corso del tempo attori, registi, scrittori, da Ennio Flaiano a Walter Chiari, da Gary Cooper e Frank Sinatra, da Omiccioli ad Aligi Sassu. La serie delle esposizioni avrà inizio sabato 17 giugno ore 18 con Michele Paternuosto, il pittore romano che dipinge soltanto con l’antica dell’Encausto, del quale Claudio Strinati ha scritto: “ nel suo lavoro Paternuosto unisce competenza artigianale e spirito di ricerca raggiungendo un interessante punto di equilibrio. Egli è riuscito a dimostrare come la tecnica dell’Encausto sia in realtà ricostruibile su qualsiasi supporto. Dai risultati che consegue direi che non si è lontani da un ritorno all’antica conoscenza dell’Encausto.

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logoCalderini 2005

2CHIMICA PER L’ARTE APPROFONDIMENTO:     LA CERA  NEL’ ARTE *    Per Istituti. d’Arte. L’uso della cera nelle tecniche pittoriche risale ad epoche antichissime. Si riteneva che l’uso di questa Sostanza nei colori e l’invenzione dell’Encausto, dal latino encaustica che significa   pittura  a fuoco, dovesse attribuirsi agli antichi  Egiziani . L’ Encausto  consisteva in una pittura eseguita con  colori mesticati, sciolti nella cera e riscaldati al momento di dipingere mescolando i pigmenti a caldo con cera diluita nella nafta: la cera solidificava  ed inglobava i granuli  di pigmento. Tale tecnica pittorica oltre che presso gli Egiziani  era conosciuta da Greci,  da Carteginesi e da Romani. Tramite appositi strumenti metallici detti Cauterìì era possibile fissare a fuoco i colori miscelati  alla cera.    Molti ritratti  che accompagnavano le mummie, risalenti ai primi secoli dopo Cristo proveniente  dall’antico  Egitto e più precisamente dalla zona di Al Fayum e ora conservati presso il Museo Egizio del Cairo, sono stati dipinti con la tecnica ad Encausto.  Di  questa tecnica non si sa molto  e poco si ricava dalle fonti classiche, ne parla Plinio:” cera punica fit hoc modo ventilatur sub die saepius cera fulva………” nel suo Naturalis  Historia. Oggi rimane ancora un mistero, infatti le sue regole e la sua pratica di procedura si sono perse attraverso  i secoli. Nonostante vi si sianoaccostati  molti ricercatori, studiosi e pittori come Leonardo Da Vinci   e Mantegna, nessuno di loro  è mai riuscito a farla rivivere e a rivelarne l’intero procedimento. Una variante dell’Encausto è la cosiddetta   CERA PUNICA, un’emulsione di cera d’api trattata con idrato  di calcio. Spesso si  parla di Encausto anche a sproposito confondendolo con la cera usata coma protettivo idrorepellente superficiale dei manufatti decorati. Poiché questa non contiene pigmenti l’analisi chimica può stabilire se si tratta di Encausto o meno. Come ci è stato dimostrato fin dall’antichità, la cera può essere utilizzata come vernice per conservare i marmi, affreschi e pittura su tavola.   Oggi la cera è impiegata per tale scopo; è utilizzata altresì  come  mordente per applicare la foglia. Nelle antiche moderne ricette si trovano imprimiture in cui la cera  è stata aggiunta alla colla e al gesso con l’intenzione  di rendere le medesime  più elastiche. Però si è constatato  che, proprio a causa della cera, il colore non fa sufficiente  presa su tali superfici  e si stacca come carta incollata. Per questa ragione molti evitano queste imprimiture preferendo le preparazioni a gesso.  

 *Fonte sito : www.morenart.it *di Michele Paternuosto                        ————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–      

GALLERIA L’AGOSTINIANA – SANTA MARIA DEL POPOLO           

4Michele Paternuosto Galleria l’Agostiniana, Roma In mostra una selezione delle opere pittoriche realizzate con la tecnica dell’encausto. L’artista dipinge su intonaco fresco o secco di calce e sabbia, su legno, marmo, terracotta ed altri supporti.  – Comunicato stampa:   Magìa dell’encausto Venerdì 28 aprile 2006, alle ore 18:00, la Galleria L’Agostiniana di Roma inaugura la mostra personale di Michele Paternuosto “Magìa dell’encausto”, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’esposizione presenta al pubblico una selezione delle opere pittoriche di, realizzate con la tecnica dell’encausto. 

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Attraversamenti temporali, COLLEFERRO L’ANTIQUARIUM

 EMichele Paternuosto.27/04/09 > 31/05/09 – Colleferro (RM) Ogni mese l’Antiquarium ospita un artista contemporaneo con un lavoro inedito. Pensato appositamente per un pubblico eterogeneo, ma soprattutto per le scolaresche che quotidianamente si alternano nelle sale museali che raccontano l’evoluzione della civiltà umana dal Paleolitico superiore e medio al Medioevo, il progetto intende sensibilizzare grandi e piccini alla visione ed alla comprensione dell’arte contemporanea. Troppo spesso considerata elitaria e criptica, anche a causa degli ambienti ad essa deputati, veri e propri white cubes che tendono ad estraniare l’opera da un qualsivoglia contesto per catapultarla in uno spazio volutamente asettico, grazie ad iniziative come questa l’arte dei nostri giorni smette la sua veste di incomunicabilità e cerca invece un dialogo, lontano da schemi cronologici, con un pubblico che probabilmente non è lo stesso che frequenta mostre d’arte contemporanea o che non ha ancora mai messo piede in una galleria privata.L’iniziativa vuole essere un primo passo verso quell’abituale frequentazione al contemporaneo che attualmente sembra costituire l’unico vero limite alla sua conoscenza. Se poi il primo passo viene compiuto dai bambini e dai ragazzi delle scuole dell’obbligo, la speranza che nei prossimi decenni il gap tra pubblico e ricerca artistica si riduca sempre più, sino a scomparire, potrebbe diventare una realtà.Ad inaugurare il ciclo di mostre è Michele Paternuosto, artista incontrastato nella tecnica dell’encausto, praticata dagli antichi ed oggi conosciuta solo dagli addetti ai lavori. Un’occasione unica, quindi, per ammirare una tecnica tanto raffinata quanto complessa, che trova in un Museo come l’Antiquarium di Colleferro la sua più naturale dimensione. Paternuosto nasce nel 1943 a Toro, nel Molise. La sua prima formazione artistica avviene a Campobasso nelle botteghe d’arte di Nicola Rago ed Angelo Fradipietro. Negli anni ’60 prosegue all’estero, prima in Germania poi in Canada, quindi di nuovo in Italia, a Roma, dove Paternuosto tuttora vive ed opera. Pittore e restauratore, oltre all’encausto opera con altre tecniche antiche quali la scagliola, arte nata nel Rinascimento ed oggi poco diffusa, l’affresco lucido, la tempera all’uovo, la doratura a bolo La bellezza trionfa con la cera colorata e costringe il pittore ad amare la sua opera dando una voce alla cera e una parola alla pittura (dal Glossarium di Alessandro Severo, Imperatore romano, 222-235 d.C.) L’Encausto è una pittura parietale e da cavalletto. Il termine deriva dal latino encaustica che significa pittura a fuoco. Si tratta di un’antica tecnica, già diffusa al tempo degli Egizi, dei Greci e dei Romani. Meglio nota come pittura pompeiana, fa uso di colori miscelati nella cera d’api e fissati a fuoco con appositi fetti detti cauteri o cestri. Di questa tecnica non si sa molto, e poco si ricava dalle fonti classiche. Ne parlano Plinio: “Cera punica fit hoc modo ventilatur sub die saepius cera fulva…” (lib. XXI cap. 49 “Naturalis Historia”), e Vitruvio nel “De Architectura”. Di recente ho avuto modo di vedere alcune opere eseguite da due artigiani decoratori, Michele e Luciano Paternuosto, che con la loro tecnica, praticata sin dal 1980, dipingono su intonaco fresco o secco di calce e sabbia, su legno, marmo, terracotta, ecc…, raggiungendo con ognuno di questi supporti identico risultato cromatico, adoperando colori non compatibili con l’affresco. A mio giudizio, e visti i risultati da loro raggiunti, direi che non si è lontani da un ritorno all’antica conoscenza dell’encausto. Il lavoro di Michele Paternuosto sotto la denominazione di Morena Art, è un lavoro in cui la competenza artigianale e spirito della ricerca hanno trovato un interessante punto di equilibrio. Alla maniera di certi antichi che ci hanno lasciato insegnamenti preziosissimi inerenti alle tecniche artistiche, Paternuosto ha basato le sue indagini sulla esercitazione pratica e sulla verifica sperimentale delle deduzioni accumulate in molti anni di studi interessanti. Il problema fondamentale che si è posto è quello relativo all’encausto e alle sue applicazioni. Si tratta di una domanda che i ricercatori si sono posti da tantissimo tempo con risultati sovente contraddittori. Come era fatto veramente l’encausto? Non è altro che una variante dell’affresco tradizionale, lucidato a cera dopo la stesura, come molti studiosi si sono indotti a credere, o una tecnica specifica applicabile sia alla pittura murale sia ad altri eventuali supporti in cui la cera è di fatto incorporata nella materia pittorica con procedimenti oggi non più recuperabili? Dietro a una questione del genere si sono affaticate menti assai sottili, senza mai giungere ad una soluzione definitiva. Oggi si può dire che la dimostrazione elaborata da Paternuosto ha tutta la dignità e la forza di convincimento per dover esser presa in attenta considerazione da tutti coloro che hanno veramente a cuore il progresso degli studi e la corretta conoscenza delle tecniche antiche. Paternuosto ha potuto dimostrare come la tecnica dell’encausto sia in realtà ricostruibile, su qualunque supporto, partendo dall’idea di base dell’incorporazione della cera nel colore, col conseguente riscaldamento delle superfici dipinte attraverso strumenti metallici che, appunto riscaldati e applicati alla pittura provocano lo sciogliersi della cera all’interno della stesura e la sua stabilizzazione definitiva all’interno della pittura stessa con quell’effetto di brillantezza ed omogeneità assoluta dell’insieme della pellicola pittorica che al tatto si manifesta liscia e compatta e nella sostanza costituisce un’unità di materia di straordinario fascino e pregnanza luminosa. Partendo da questo presupposto semplice ma di immediata comprensione, il nostro ricercatore ha sviluppato innumerevoli aspetti collaterali dello studio e li presenta adesso per sollecitare l’attenzione, la critica ed il dibattito dei conoscitori d’arte, animato da onesta dedizione al lavoro e da un’encomiabile moralità, così tipica per chi viene da una corretta tradizione artigiana e vuole esporsi al giudizio altrui con limpida coscienza ed apprezzabile discrezione. Claudio Strinati Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Roma

  Michele Paternuosto. Attraversamenti temporali #1 Periodo: 27 aprile – 31 maggio 2009 ANTIQUARIUM COMUNALE Via Carpinetana Sud 144 Colleferro (RM) ad.allegretti@inwind.it www.allegrettie.com 

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Gallery QuirinusInspiration of Classic    

  Torggatan  11  Koping. SveziaPast exhibition 

The vernissage of the Gallery Last week, Friday the 21th September, opened for the first time the Gallery Quirinus. Personalities from the political and information´s world came and visited the first exhibition. We report here the picture from the evening.Inspiration of Classics 22 September- 19 October 2012Museiutställningen: Inspiration of Classics, från det arkeologiska föremålet till den samtida konsten. På utställningen visas arkeologiska föremål från Pompei område, väggmålningar gjorda av Mäster Paternuosto med encausto-teknink  (”eldmålning-teknik”) såsom man gjorde i Pompei,  samtida konst inspirerad av grekisk och romersk mytologi och figurer. I utställning  Michele Paternuosto encausto.Mostra Museale:Inspiration of Classics, dal reperto archeologico all´arte contemporanea. In mostra si potranno ammirare oggetti archeologici dall´area di Pompei, affreschi eseguiti con la tecnica dell´encausto del Maestro Paternuosto (pittura a fuoco9 cosí come si eseguivano a Pompei, arte contemporanea che si ispira a vari livelli alla mitologia e alle figure greche e latine. In mostra  Michele Paternuosto con l’encausto

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N. 160-2013 mese: Luglio-Agosto

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ROSANTICO: UN FIORE PER AFRODITE Jean Pierre Brun, Adele Campanelli, Laura del Verme, Luciano Mauro, Annalisa Polosa, Marco Presutti, Maria José Strazzulla::COM’ERI BELLA… AQUILEIA Gianluca Baronchelli e Cristiano Tiussi::SIGNORI DI MAREMMA. QUEI PRINCIPI ETRUSCHI FRA POPULONIA E VULCI Giovannangelo Camporeale, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Simona Rafanelli::MARGUERITE YOURCENAR NELLO SPAZIO VISIONARIO DI VILLA ADRIANA Maria Cavazzuti, Emanuele Berti, Laura Buccino, Matteo Cadario, Maria Elena Gorrini::BRESCIA: UNA VITA NUOVA PER IL CAPITOLIUM Francesca Morandini::SANT’ANTONIO DEL DESERTO: VIAGGIO NELL’EGITTO DEI COPTI Maurizio Zulian:: ENCAUSTO: UN’ARTE RITROVATA? Michele Paternuosto :: INCONTRO CON FABIO MARTINI Intervista di Giulia e Piero Pruneti :: NOTIZIE Autori Vari:: DALLE RIVISTE a cura di Giulia Pruneti:: IN LIBRERIA -:: EDITORIALE Piero Pruneti

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N. 160-2013, mese: Luglio-Agosto (2013).                           

ENCAUSTO RITROVATO ?      di Michele  Paternuosto, in:

  www.archeologiaviva.it

Egiziani Greci e Romani raggiunsero straordinari livelli nell’arte della pittura a fuoco lasciando tuttavia un vuoto di memoria nelle procedure che ora si  è forse giunti a colmare.

FNon sappiamo chi abbia ideato l’encausto enkaustos in greco, encaustus in latino), ovvero il dipingere a cera passandovi sopra il calore con apposti arnesi metallici detti cauterii. Taluni la credono una invenzione di Aristeides poi perfezionata da Prassitele. Oppure di Pamphilos, maestro di Apelle, ricordato per aver dipinto encausti, ma anche per averne insegnato la tecnica. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia ricorda l’uso che ne fecero altri grandi artisti greci del IV sec. a.C., quali Apelle, Pausias, Polignoto di Taso, Kydias, ma non menziona l’origine o la provenienza della tecnica; da  quasi per scontato che essa sia d’origine greca e sembra ignorare che, molto prima, era stata praticata in Egitto, vedi i colori a cera del sarcofago in legno di Tutankhamon. Se pensiamo alla civiltà  faraonica e alla facile reperibilità  degli elementi naturali necessari per l’encausto che si trovano in Egitto, proprio qui si può  ipotizzare la nascita di questa tecnica pittorica. Dalla valle del Nilo l’ encausto si diffuse in Grecia e quindi a Roma, dove fu molto apprezzato. Augusto fece murare due dipinti a encausto sulle pareti della Curia. Il successore l’Imperatore Tiberio, per un dipinto su tavola del pittore greco Parrhasios avrebbe pagato  la cifra spropositata di sei milioni di Sesterzi, mentre l’ Oratore Quinto Ortensio Ortalo (114-50 a.C) comprò per 144 mila Sesterzi “Gli Argonauti”, quadro a Encausto del greco Kydias.Tutta via, dopo la caduta dell’Impero, l’ Encausto non viene più praticato se non, forse, in qualche monastero…………………

ENCAUSTO….ritrovato?

Da allora, quest’ affascinante tecnica pittorica ha coinvolto pittori e ricercatori, compreso il Grande LEONARDO da VINCI, che hanno tentato di recuperarnele reali procedure. Sono state  di aiuto le notizie riportate nella Naturalis Historia di Plinio e nel De Architectura diVitruvio, e senz’altro  la stessa  parola Encaustus, che in latino significa “bruciato” , “fissato a fuoco”.Oggi la ricerca sembra arrivata a buon punto anche grazie ai suoi risultati ottenuti da chi scrive,che sembrano corrispondere  alle caratteristiche dei reperti antichi. I componenti degli Encausti sperimentati dallo scrivente sono principalmente: cere speciali, colori in polvere e fuoco.I colori vengono mesticati con la cera poi per essere fissati con il calore( la liquefazione della cera  fa sì che  il colore si fissi definitivamente al supporto). Il processo col  fuoco è realizzato tramite stilrtti metallici  i Cauterii di varie misure e dotati di manici  di legno proprio si vede  in un vaso Apulo del IV sec. a.C.  al Metropolitan Museum, in cui si scorge, accanto al Maestro che dipinge la statua di marmo di Eracle,un suo allievo che scalda i Cauterii sul braciere.  I supporti sono di tanti tipi: intonaco fresco  e secco, legno. Marmo, tela, cotto e carta. L’Encausto viene poi realizzato con colori in polvere, come in antico, compresi i colori “difficili “: nelle antiche case romane troviamo usati, come campitura, sia il nero di avorio (Elephantinum) sia il rosso Cimabro (Minium) che, appunto ,sono pigmenti problematici da usare sull’intonaco con la tecnica dell’affresco, dove il nero rende difficile la stesura e la lucidatura. mentre il cinabro, una volta disteso sull’intonaco fresco, viene attaccato dalla causticità della calce e sbiadisce.

 Abbiamo ritrovato l’antica tecnica ?         

 QUALCHE SEGRETO D’ARTISTA, colori l’encausto, supporti……    

CERA PUNICA ED  ENCAUSTO, ecco come si realizzava

la cera “Punica” …………

Michele Paternuosto 

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Roma,  Archeologia e Beni Culturali: 

“ENCAUSTO: UN’ARTE RITROVATA?,” di Michele Paternuosto, in: Archeologia Viva, N. 160-2013, mese: Luglio-Agosto (2013). Posted by Martin G. Conde on 03/07/13 

Posted in: Uncategorized. Leave a comment Roma Archeologia e Beni Culturali: “ENCAUSTO: UN’ARTE RITROVATA?,” di Michele Paternuosto, in: Archeologia Viva, N. 160-2013, mese: Luglio-Agosto (2013)., a photo by Martin G. Conde on Flickr. Roma Archeologia e Beni Culturali: “ENCAUSTO: UN’ARTE RITROVATA?,” di Michele Paternuosto, in: Archeologia Viva, N. 160-2013, mese: Luglio-Agosto (2013). “…Egiziani Greci e Romani raggiunsero straordinari livelli nell’arte della “pittura a fuoco” lasciando tuttavia un vuoto di memoria nelle procedure che ora si è forse giunti a colmare. Non sappiamo chi abbia ideato l’encausto (énkaustos in greco, encaustus in latino), ovvero il dipingere a cera passandovi sopra il calore con apposti arnesi metallici detti cauterii. Taluni la credono un’invenzione di Aristeides poi perfezionata da Prassitele. Oppure di Pamphilos, maestro di Apelle, ricordato per aver dipinto encausti, ma anche per averne insegnato la tecnica. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia ricorda l’uso che ne fecero altri grandi artisti greci del IV sec. a.C., quali Apelle, Pausias, Polignoto di Taso, Kydias, ma non menziona l’origine o la provenienza della tecnica; dà quasi per scontato che essa sia d’origine greca e sembra ignorare che, molto prima, era stata praticata in Egitto, vedi i colori a cera del sarcofago in legno di Tutankhamon. Se pensiamo alla civiltà faraonica e alla facile reperibilità degli elementi naturali necessari per l’encausto che si trovano in Egitto, proprio qui si può ipotizzare la nascita di questa tecnica pittorica. Dalla valle del Nilo l’encausto si diffuse in Grecia e quindi a Roma, dove fu molto apprezzato. Augusto fece murare due dipinti a encausto sulle pareti della Curia. […] Rubrica su 2 pagine,” Fonte / source: – “ENCAUSTO: UN’ARTE RITROVATA?,” di Michele Paternuosto, in: Archeologia Viva, N. 160-2013, mese: Luglio-Agosto (2013). www.archeologiaviva.it/index.php/article/1955/ENCAUSTO:-U… s.v., – ROMA ARCHEOLOGIA & BENI CULTURALI: “ARTE – Il pittore romano Michele Paternuosto tra mostra e rircerche su Leonardo.” IL MESSAGGERO (04/01/2013), p. 57. In: ROMA ARCHEOLOGIA: Museo della Civiltà raccontare l’antico. Terra, acqua e fuoco; Magia dell’Encausto, la pittura a fuoco degli antichi di M. Paternuosto. Mostra dal 5/10/12 al 06/01/13. [Foto: M. Paternuosto & G. de Dominicis, & A. de Alvariis]. www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157632

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Raccontare l’Antico : MUSEO DELLA CIVILTA’ ROMANA

DCPiazza Giovanni Agnelli 10 sito web info.civiltaromana@comune.roma.it Più informazioni su questa sede Eventi in corso nei dintorni La mostra propone una serie di opere realizzate con le tecniche dell’Encausto e della Ceramica. Il titolo evoca l’uso dei materiali primordiali nella produzione artistica: terra, acqua, fuoco.  info-box Orario: martedì a domenica ore 9.00-14.00 (la biglietteria chiude 1 ora prima) Vernissage: 05/10/2012 – ore 11 Biglietti: Intero € 8,50 Ridotto € 6,50 Genere: arti decorative e industriali Ufficio stampa:   ZETEMA RACCONTARE L’ANTICO: TERRA, ACQUA E FUOCO  al Museo della Civiltà Romana l’encausto – antica tecnica pittorica ormai perduta – riproposta da Michele Paternuosto. L’insolita mostra RACCONTARE L’ANTICO: TERRA, ACQUA E FUOCO, allestita nel suggestivo Museo della Civiltà Romana dal 5 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013, propone una serie di opere realizzate con la tecnica dell’Encausto. Il titolo evoca l’uso dei materiali primordiali nella produzione artistica: terra, acqua, fuoco. Il  Maestro infatti coniuga le opere ispirate al recupero di un’antica tecnica pittorica ormai perduta (l’encausto) sapientemente riproposta da Michele Paternuosto. Tra i due mondi si attua un incontro, una sintesi stimolante, dove la sapienza tecnica degli avi, con l’uso delle cere, argille, terre colorate, bronzo, smalti, si trasmette alla moderna sensibilitài. L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro e fine conoscitore, ma soprattutto riscopritore nella contemporaneità, è un’antichissima tecnica pittorica già nota ai Greci e molto apprezzata dai romani. Per acquistare un dipinto ad encausto su tavola – si suppone di modeste dimensioni – gli antichi imperatori e i ricchi romani pagavano, secondo Plinio il Vecchio, centinaia di migliaia di sesterzi. La tecnica conobbe grande fortuna nelle pitture parietali e decorazioni pompeiane ed esercitò, in seguito, grande fascino sul grande Leonardo, che provò anche ad imitarla. La tecnica di cui fa uso l’Encausto usufruisce nella sua componente principale di cere e fuoco, racchiudendo in sé tutte le discipline pittoriche quali affresco buono, tempera, gouache, acquarello e olio. Possono essere adoperati supporti quali intonaco fresco ancora molle composto di grassello di calce, pozzolana, sabbia e polvere di marmo; quindi intonaco secco, legno, marmo, tela, carta, cotto e altro. Fondamentale l’ incontro che l’ Artista avrà direttamente col pubblico:  venerdì 5 ottobre dalle 11 alle 13   domenica 7 e domenica 14 ottobre dalle 11 alle 13 per trasmettere un sapere che sta rischiando di scomparire: questo soprattutto per l’opera di studio e sperimentazione di Michele Paternuosto, che come nessuno è risalito ai “segreti” della produzione dell’encausto, spettacolare tecnica pittorica oggi non più conosciuta e praticata, ma di grande fascino.

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Cos’è l’encausto?

04/10/2012 di Redazione Filelleni

A parole, lo sappiamo tutti. L’encausto è un’antica tecnica di pittura che utilizza colori mescolati con cera e mantenuti liquidi in un braciere: una volta stesi sul supporto, vengono fissati a caldo usando arnesi metallici incandescenti. Pare semplice, no? Guardi i volti del Fayum, ancora brillanti e parlanti dopo quasi duemila anni, e pensi che sia addirittura banale. E allora, perché Leonardo da Vinci ha fallito miseramente quando ha sperimentato l’encausto in Palazzo Vecchio per la sua Battaglia di Anghiari? I suoi colori non si fissavano e colavano giù, ben lo sappiamo, e nel giro di qualche anno sono del tutto svaniti. Se ha sbagliato il genio Leonardo, allora non è poi così facile. Lo potremo giudicare noi stessi, se andremo domani mattina alle 11, oppure domenica 7 e domenica 14 alla stessa ora, al Museo della Civiltà romana a Roma. Innanzitutto, il Museo è uno dei posti più belli al mondo dove si può viaggiare per l’Impero romano e andare su e già nei secoli, ammirando copie superbe di tutti i capolavori della romanità: dovrebbe essere (ma non è) una tappa obbligata per ogni visitatore di Roma. Da domani fino al 6 gennaio 2013, vi si ammireranno anche le opere di due artistiMichele Paternuosoto e Gastone Primon, che si sono cimentati con le tecniche antiche di lavorazione della ceramica e di pittura a encausto. E che nei tre giorni suddetti si esibiranno anche in pubblico: un’occasione da non perdere. 
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Sabaudia. Magia dell’Encausto, L’arte del fuoco.

  ENCAUSTO su legno L’ANTICA arte dell’Encausto arriva a SABAUDIA con la personale di Michele Paternuosto. E si offrirà al pubblico da sabato, presso il teatro del GRUPPO SPORTIVO della GUARDIA DI FINANZA, per dire di una tecnica misteriosa di cui ancora oggi si ignora la Metodologia di esecuzione l’Encausto, <pittura con il fuoco >, ha da sempre affascinato i più celebri artisti del Mediterraneo. Dagli scritti di VITRUVIO, ripercorriamo la lavorazione delle pitture parietali di Pompeiane, grazie al meticoloso lavoro di Michele Paternuosto. Dallo studio nel Rione Monti, l’artista giunge a Sabaudia e mostra Tra i sobri portici del razionalismo, le tinte purpuree dell’Encausto…………………….. Oggi è considerato un Maestro validissimo, uno degli artisti italiani più interessanti sotto il punto di vista della sperimentazione pittorica e dei materiali. La mostra, Magia dell’encausto è promossa e organizzata dall’associazione culturale <Arte oltre>. con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’assessorato alla cultura del Comune di Sabaudia. Nel corso della serata inaugurale, prevista per sabato a partire dalla 20,30 Interverranno il Sovrintendente per i beni artistici e storici di Roma Claudio Strinati; Umberto Pappalardo, docente di antichità pompeiane, Università di Napoli ed il critico d’arte Costanzo Costantini. – La personale sarà visitabile fino al 31 luglio 2006. Maria Sole Galeazzi

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Venerdì 4 Gennaio 2013          

ARTE

S. Giorgio, Encaustic on wood 60x80 cmPaternuosto tra mostra e ricerche su Leonardo ——————- LO STUDIO ———————   Il pittore romano Michele Paternuosto, del quale è in corso una mostra al Museo della Civiltà Romana “ TERRA, ACQUA E FUOCO, fino a Domenica”, sostiene che Leonardo sbagliò quando dipinse La Battaglia di Anghiari adottando la tecnica dell’Encausto. L’artista Paternuosto, ha lo studio in via del Cardello, e da molto tempo che si adopera per far rinascere l’antica tecnica. Lex sovrintendente Claudio Strinati si è recato nel suo studio per rendersi conto dei risultati E ha dichiarato che non si è lontani dal ritorno della pittura a Encausto. Dice Paternuosto: <Leonardo aveva letto la Naturalis Historia di Plinio. Egli presentava una grande attenzione alle macchie che l’umidità forma Sui muri, ma per eliminare quella dalle pareti del Salone dei Cinquecento si era servito di fuochi che scioglievano la cera e facevano colare i colori. Qualcosa non funzionò. Se il fondo è fatto come si deve, la cera resiste anche a cento gradi. Il Sommo Maestro non avrebbe dovuto scaldare le pareti ,ma i ferri. Inoltre la cera doveva essere buona. Plinio scrive che la cera va immersa in acqua di mare mescolata a Liscivia e poi esposta alla luna. Ma forse Leonardo non avealetto bene Plinio. Fatto sta che oggi a Palazzo Vecchio non vi sono Dipinti a Encausto>. Costanzo Costantini 

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 NUMERO 20 20 Dicembre 2012 RACCONTARE L’ANTICO,TERRA, ACQUA e FUOCO.

 DSC02491 A Roma nei suggestivi ambienti del Museo della Civilta Romana, una mostra racconta l’antichità attraverso gli elementi della terra, dell’acqua e del fuoco, sublimati in una serie di opere della contemporaneità realizzate con la tecnica dell’ Encausto e della ceramica. Michele Paternuosto e Gastone Primon esprimono attraverso le loro creazioni un interessante particolare per il recupero di una tecnica pittorica (l’Encausto) ormai perduta, e la ripropongono entrambi nella realizzazione delle proprie opere. I due artisti, inoltre, hanno voluto mettere a disposizione del pubblico materiali e strumenti per la lavorazione di : cere, argille, terre colorate, bronzo e smalti secondo le procedure degli antichi Avi. Passato e presente si fondono, in una delle più raffinate mostre d’arte contemporanea degli ultimi tempi.

Roma fino al 6 Gennaio 2013 www.museociviltaromana.it

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media-Corriere-della-Sera-logo Sabato14 Marzo 2009 LA MOSTRA  LA PITTURA DEGLI ANTICHI – ENCAUSTO IN LAVANDERIA

img_2964   L’acqua e il fuoco: connubio improbabile? Tant’è: il paradosso è servito nella mostra di Michele Paternuosto <l’Encausto. La pittura a cera degli antichi>.Allestita dal 13 al 22 marzo in uno spazio sui generis, la lavanderia Green Colosseum (via dei S.S. Quattro, 90).Sconfina dai luoghi deputati, per avvicinare il pubblico nella quotidianità. <Le gallerie ormai sono degli affittacamere – protesta l’autore – sentivo il bisogno di eliminare il superfluo epuntare all’ essenziale>>.Così, dopo l’internet point e la palestra per ingannare l’attesa, ecco l’alternativa:il <bucato intelligente>, a contatto con i lavori dell’artista Molisano.Accostamento insolito- oblò e bollicine a “incorniciare le opere-per riportare l’arte in mezzo al pubblico.Abile nella tecnica dell’Encausto- cera e pigmento fusi in una miscela raffinata- Paternuosto la utilizza su ogni Genere di supporto: intonaco fresco, come nei dipinti murali di Leonardo e Mantegna, cotto, legno e marmo.Versatile, la patina conserva intatte le sue caratteristiche, in pimis la brillantezza.

Scoperta, Paternuosto continua a sperimentare le sue infinite potenzialità: < Da bambino- racconta- ne sono Rimasto affascinato: ero in visita a Pompei con mio padre e gli ho promesso che, da grande, l’avrei riprodotta>A svelargli i segreti del mestiere, la lettura dei classici, da Plinio a Vitruvio.Restauratore, il contatto con le Opere antiche è stato, di sicuro, la palestra più efficace.

Venticinque, le creazioni esposte nello spazio a due passi dalla Basilica di San Clemente: nature morte o scene Pompeiane, accomunate dalla stessa raffinatezza di tocco. <Miracolo di pittura- si compiace l’autore – che mi consente la massima libertà nell’uso dei colori, sempre caldi e luminosi>. Qualità apprezzata da Claudio Strinati, soprintendente per il Polo Museale Romano: < Mi colpì il procedimentoseguito da Paternuosto nella sua attitudine a studiare il mondo antico, immune da qualunque pregiudizio.

Il tema era ed è bellissimo perché riguarda uno dei GRANDI misteri (che mistero non lo è affatto)della tecnica artistica degli antichi: L’ENCAUSTO.

(Maria Egizia Fiaschetti)

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Mostra: «Raccontare l’antico: terra, acqua e fuoco»

 Al Museo della Civiltà Romana gli encausti di Michele Paternuosto

fino al 06.01.2013  Dal 5 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013, la mostra «Raccontare l’antico: terra, acqua e fuoco» allestita al Museo della Civiltà Romana propone una serie di opere realizzate con le tecniche dell’Encausto e della Ceramica. Il titolo evoca l’uso dei materiali primordiali nella produzione artistica: terra, acqua, fuoco. L’esposizione infatti coniuga il recupero di un’antica tecnica pittorica ormai perduta (l’encausto) sapientemente riproposta nelle opere di Michele Paternuosto, con le creazioni ispirate in gran parte alla lavorazione fittile proposte da Gastone Primon. Ambedue gli artisti mettono a disposizione del pubblico i materiali e gli strumenti – come il tornio – che sono alla base delle loro opere contemporanee realizzate secondo le procedure antiche. Tra i due mondi si attua un incontro, una sintesi stimolante, dove la sapienza tecnica degli avi, con l’uso delle cere, argille, terre colorate, bronzo, smalti, si trasmette alla moderna sensibilità dei due brillanti operatori artistici. L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro e fine conoscitore, ma soprattutto riscopritore nella contemporaneità, è un’antichissima tecnica pittorica già nota ai Greci e molto apprezzata dai romani. Per acquistare un dipinto ad encausto su tavola – si suppone di modeste dimensioni – gli antichi imperatori e i ricchi romani pagavano, secondo Plinio il Vecchio, centinaia di migliaia di sesterzi. La tecnica conobbe grande fortuna nelle pitture parietali e decorazioni pompeiane ed esercitò, in seguito,  grande fascino sul grande Leonardo, che provò anche ad imitarla. La tecnica di cui fa uso l’Encausto usufruisce nella sua componente principale di cere e fuoco, racchiudendo in sé tutte le discipline pittoriche quali affresco buono, tempera, gouache, acquarello e olio. Possono essere adoperati supporti quali intonaco fresco ancora molle composto di  grassello di calce, pozzolana, sabbia e  polvere di marmo; quindi intonaco secco, legno, marmo, tela, carta, cotto e altro. Dal canto suo Gastone Primon, artista materico ed informale dei nostri tempi, è un fine ceramista, erede delle migliori conoscenze fittili dell’antichità, che tuttavia interpreta modernamente, rompendo con la tradizionale e centenaria ceramica estense, suo primigenio ambito culturale. L’artista scompone e distrugge manufatti, oggetti e materie varie, per poi ricomporli e riproporli a nuova vita, volendo evocare con ciò i momenti perennemente originari della creatività dell’uomo e del creato. In una sorta di riciclaggio, che simboleggia l’eterno fermento della materia e della vita che si oppone al fatuo ed effimero consumismo del mondo attuale, Primon  recupera  l’antica e consumata maestria degli antichi vasai etruschi e greci, ma anche paleo veneti, la cui creta, i cui colori e smalti sembrano proiettarsi nel vortice dei giorni d’oggi, come travolti nel tornio elettrico dell’artista stesso. Distruggendo ciò che proviene dal passato, egli in effetti non fa che accoglierlo nel proprio orizzonte poetico, vivificandolo e rigenerandolo per la modernità. Fondamentali gli incontri che gli Artisti avranno direttamente col pubblicovenerdí 5 ottobre dalle ore 11,00 alle ore 13,00, domenica 7 e domenica 14 ottobre dalle ore 11,00 alle ore 13,00. Per trasmettere un sapere che sta rischiando di scomparire: questo soprattutto per l’opera di studio e sperimentazione di Michele Paternuosto, che come nessuno è risalito ai «segreti» della produzione dell’encausto, spettacolare tecnica pittorica oggi non più conosciuta e praticata, ma di grande fascino.

DOVE E QUANDO

«Raccontare l’antico: terra, acqua e fuoco» Roma, Museo della Civiltà Romana, Piazza G. Agnelli, 10 (EUR) Dal 5 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013 Orario dal martedí alla domenica dalle ore 9,00 alle ore 14,00 (la biglietteria chiude 1 ora prima) Info e prenotazioni tel. 060608 (tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 21,00)

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